Come stai?

Come stai?

 Bene.

 Non sembra che tu stia bene.

Perché, scusa?

– Perché hai una faccia strana.

 Se dico di stare bene, sto bene.

Boh, a me non sembra.

Ok.

Vedi?

Che cosa?

Hai detto ok.

E quindi?

E quindi “ok” vuol dire che non stai bene.

Ok, non dirò più ok.

Lo hai detto di nuovo.

 SENTI.

Dai usciamo!

Non ho voglia.

A stare in casa stai peggio!

Lo so io cosa è meglio per me.

Non mi sembra.

Scusa?

 Se stai così è colpa tua.

SCUSA?

 Dai! Cosa puoi avere che non va?

 Un sacco di cose.

È il lavoro?

 No, il lavoro mi piace.

Dormi?

Il giusto.

Mangi?

 Il giusto.

Allora è per quel tipo.

No.

Invece sì.

Ho detto di no.

Dai, non puoi stare così male per lui.

E perché?

Allora lo vedi che è per lui?

No, non è per lui, ma anche se fosse? Posso decidere io quanto stare male e per chi?

Ma dai, è un coglione!

– Lo so.

– Io te lo avevo detto.

 Io non te lo avevo chiesto.

Comunque non è solo per lui.

Devi scopare di più.

Non è quello il problema.

 Quanto sei acida.

 Sì, da ventisette anni.

È per questo che sei da sola.

Grazie.

Che palle.

Uguale.

Stai sempre male.

Dal 1989.

Che palle.

Già detto.

Dai su ripigliati!

 Prima o poi accadrà.

Ok.

Ok.

– Io sto solo cercando di aiutarti.

 Allora non farlo.

Ok, ti voglio bene, stai su. (Questo è quello che dovrebbero dire, ma non lo dicono MAI).

Le frasi in corsivo non aiutano in nessun modo una persona che non sta bene. Se vi dice che sta bene, forse, non vuole dirvi che non sta bene. Anzi, togliamo il forse.

Ci sono due modi per stare vicini a una persona che vedete giù di morale:

1- non fare quelle domande del cazzo e non dire quelle affermazioni del cazzo. Dirmi che ho una faccia strana non mi aiuta a raccontarvi cosa mi deprime. Darmi la colpa del mio malessere mi fa stare peggio. Dirmi che sono sempre incazzata non mi aiuta.

2- Lasciar perdere. Non succede niente, non penseremo che voi siate delle brutte persone. Magari non siete in grado di aiutare, magari semplicemente non avete voglia.

A volte basta un abbraccio, una citofonata inaspettata con una birra gelata, un cuoricino su whatsapp. Se sto male non è colpa vostra, ma non è neanche colpa mia.

Non sto bene, e non devo per forza raccontarvelo.

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2 thoughts on “Come stai?

  1. Quelle frasi non aiutano di certo, verissimo, ma il punto é che le persone non sono pronte per queste situazioni (e giustamente allora potrebbero star zitte) e a modo loro ci provano. Aiutare gli altri non é facile, ma soprattutto non é da tutti; lo so bene, in quanto mi son trovato da entrambe le parti (ad essere aiutato e ad aiutare) e ancora oggi mi trovo spesso a dover essere “aiutato”.
    Devo dire che mi trovo meglio ad aiutare, ma solo perché, in fondo, non voglio essere aiutato e respingo tutto e tutti chiudendomi in me stesso (ora in misura minore rispetto a prima) e isolandomi nel mio mondo fatto di musica, film e libri. Il titolo del post centra in pieno il punto, ma la domanda non deve porla la gente, dobbiamo porla a noi stessi e risponderci sinceramente e onestamente, e nel caso la risposta sia un “sto male” la domanda successiva deve essere “cosa mi serve per stare bene?” Dopodiché andiamo a prenderci questo benessere e fine.

    Beh.. Non ho il tuo WhatsApp, ma un cuoricino te lo lascio lo stesso ❤
    In bocca al lupo.

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