Diario di una ragazza alla pari, parte 2: spendere lo stipendio nei charity shops. #Irista

Quando passi le tue giornate correndo dietro a tre bambini di quattro, sei e otto anni che non vogliono alzarsi, non vogliono vestirsi, non vogliono andare a scuola, non vogliono mangiare e ti dicono che siccome non sei la loro mamma (ah ragazzi’, e menomale, fidati che non ci tengo proprio) non ascolteranno quello che dirai, ti risulta davvero difficile pensare di poter tenere tutti i soldi che guadagni nel portafoglio. Continue reading

Balbettare.

Ho una stanza che è un buco, ci sono ancora gli scatoloni da aprire sotto il letto, non ho nemmeno le tende alle finestre e i ragazzi che abitano di fronte mi hanno vista nuda, vedranno nudo anche te, mi sembra giusto avvisarti. Certo che potevo vestirmi anche un po’ meglio, potevo darmi una truccata, preparare qualcosa da mangiare, l’ho messo il vino in frigo? Continue reading

Diario di una ragazza alla pari, parte 1. #Irista

Tra le tante, tantissime cose che ho fatto a Londra in sei mesi, mi sono anche trasformata in una signorina. Non del tutto, un amico mi ha detto che tutta questa femminilità non mi sta benissimo addosso e io l’ho rassicurato dicendo che molto spesso esce sempre la parte camionista / Mario Brega che in fin dei conti nemmeno mi va di perdere del tutto (anche se ho comprato un’ecopelliccia rosa e un paio di scarpe col tacco rosa e anche un rossetto rosa, quindi forse in effetti c’è da preoccuparsi). Continue reading

Datemi una (vecchia) Canon, e vi solleverò il mondo.

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Da piccola volevo fare un sacco di cose, come tutte le bambine del mondo ogni giorno cambiavo il lavoro dei sogni: aprire un’edicola, la fioraia, l’avvocato, l’attrice, la giornalista di Rolling Stone, la regista, la fotografa. Non sono ancora diventata nessuna di queste cose, ma per questo, forse, c’è ancora tempo. Continue reading