Me lo potevi dire prima che sei uno stronzo.

Se me lo avessi detto prima, io avrei potuto decidere di lasciare stare dall’inizio. Avresti dovuto farmi firmare un documento con su scritto che sei un povero cretino, una lista di tutti i tuoi difetti, le brutte parole che avresti usato, io lo avrei letto e avrei deciso se firmarlo o meno. Perché io le mie paranoie e le mie stranezze le metto sempre tutte sul piatto dall’inizio, vi avviso che non sarà facile e vi spingo a cercare una donna più normale. Se avessi firmato, adesso non potrei dirti niente, non potrei lamentarmi, potrei solo mangiarmi le mani ma nel silenzio della mia cameretta. Non importa se sei ubriaca o stanca e quindi non leggi tutti i cavilli, se firmi poi sono fatti tuoi. Continue reading

Sette ore a Linate.

Voi siete tutti a lavoro, a studiare, a fare le cose che bisogna fare nella vita alle undici di mercoledì mattina, io sono in aeroporto da un’ora, ho il volo tra altre sei, ho comprato Vanity Fair e ho mangiato lo yogurt del Mc Donald’s che sa di acqua del Tevere e sto qua, seduta sul divanetto, conciata come una scappata di casa ma a Londra sarei tra le più normali, ed è lì che sto tornando.

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