Dall’altra parte della barricata.

Ci sono cose di cui è bene parlare, altre che sarebbe meglio tenersi per sé perché “no dai, forse non è il caso”, questa è una di quelle cose che forse-non-è-il-caso eppure eccoci qua. Ieri sera ho dato una possibilità a un film che si intitola “The fault in our stars”, tratto dal libro omonimo che ha venduto un fottio, ma io avevo paura che fosse un film per ragazzini depressi come “The perks of being a wallflower” e poi l’attrice protagonista mi sta proprio sul culo, colpa della serie su mtv piena zeppa di retorica peggio di Settimo Cielo e di quel film con George Clooney che sono andata a vedere al cinema con Helio e ci ho pure pianto sopra perché parlava di morte e in quel periodo io di sentir parlare di morte non ne avevo proprio voglia, ma il film poi mi ha fatto piuttosto schifo e ho incolpato quella tipa. Fatto sta che l’ho guardato, la storia è bellissima, la trasposizione è molto da ragazzini come pensavo, ma è stata una coltellata nello stomaco. Ma non è del film che voglio parlare. Continue reading

Quando muore uno famoso. (che si chiamava già così prima della vignetta di zerocalcare)

Ieri era il mio primo vero giorno di ferie, dove con ferie intendo che le orecchie di queste casa possono finalmente rilassarsi senza che le urla dei bambini facciano tremare i muri, e io ho stirato prima i vestiti e poi i miei capelli, ho sistemato l’armadio in ordine cromatico, mi sono rimessa lo smalto e ho fatto la spesa. Continue reading

Sola con valigia.

“Entra a comprarti una bottiglietta d’acqua per il viaggio”.
“Ma non mi serve, ne ho una in borsa”.
“Compra quello che vuoi, ecco cinque euro, magari un panino, ti aspetto qui”.
Entro, prendo un kit kat per te e un ovetto kinder per me. Esco e sei appoggiato al muro, con la testa bassa. Continue reading