PMS, che a casa mia è una bestemmia.

Esiste un momento nella vita di una donna chiamato “sindrome pre mestruale”. Non ve lo devo stare a spiegare che è quel momento che precede il ciclo, che di per sè è una vera merda,  e che è allo stesso tempo proprio una vera merda.
Alcune donne non se ne accorgono nemmeno, altre danno proprio i  numeri e, ovviamente, io che sono una donna estremamente fortunata potevo forse appartenere alla prima categoria? CERTO CHE NO.
Appartengo infatti alla seconda, a quel nutrito gruppo di donne che una mattina si svegliano con le tette gonfie, le bolle sulla faccia e una voglia di tirar via col machete la testa al 99 per cento delle persone che si hanno intorno, ovviamente soprattutto alle donne, che sono tutte zoccole.
Per una persona bipolare, che già di solito passa da momenti di euforia a momenti di incazzatura in un nanosecondo, questa fase mensile della vita è proprio un dito nel culo. e scusate il francesismo.
Mi diverto quindi a giustificare i miei sbalzi d’umore dicendo “Hey, non mi rompere i coglioni, mi deve arrivare il ciclo!” e tutti gli uomini fin da bambini imparano che le donne in quel periodo lì è meglio lasciarle stare nel loro universo di dolore fisico e odio, e giustamente l’interlocurore che si sente dire questa frase ogni settimana mi dice “ah Denai, ma quante volte ce l’hai er ciclo ar mese?”.
Ebbene si, io sono perennemente in sindrome pre mestruale, ma non è colpa mia.
Facciamo quindi finta che la mia voglia di ficcare la testa nel forno a 250 gradi sia colpa della PMS, e non delle seguenti cose che scrivo solo per allungare il post:
1)le donne che sono di gran lunga più sveglie di me che non hanno alcun pudore nel mostrare le tette nelle foto profilo dei social o il proprio interesse verso un ragazzo con svariati metodi quali l’accollarsi pesantemente, mandare cuori a caso, scrivere parole a caso, buttarsi addosso alle persone;
2)la sensazione di aver sbagliato nell’aver fatto qualche cosa ma che avresti sbagliato lo stesso a non farla e quindi tanto vale averla fatta che almeno puoi dire “hey non è stata mica colpa mia stavolta”
3)le farfalle nello stomaco che volano e sbattono contro le pareti interne e la vibrazione del botto fa bum e arriva al cuore che allora parte con la tachicardia e bum bum bum e il cuore ti arriva nella gola
i pensieri su una persona che ti fanno dimenticare di fare qualsiasi altra cosa, e chissà a chi starà pensando e a cosa starà facendo;
4) i maschi che fanno le cose a caso e quando le fanno le fanno male e ti lasciano appesa, così come una pignatta all’albero, e tu preferiresti che ti dessero un sacco di bastonate per far cadere le caramelle e i sentimenti che se cadono poi una li mette da parte, invece così resti piena e non sai che cazzo fare nè pensare e allora ciao;
5)le persone che iniziano con i me i discorsi sul veganesimo e sul vegetarianesimo, che sono dieci lunghi anni che vi sento dire le stesse stronzate e mi avete rotto i coglioni, per voi sbaglio io, per me sbagliate voi, grazie e arrivederci:
6)la friendzone che, diciamocelo, anche porcod*o.

La cosa bellissima è che ho scritto esattamente le stesse cose degli altri post perchè il mio disagio esistenziale deriva sempre dalle stesse cose, ovvero io che non so come muovermi o io che perdo la ciavatta per qualcuno o io che impreco contro tutti perchè vorrei capire e non capisco, ma la novità è che stavolta ho una giustificazione firmata.

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