anime salve. (ma non salvate).

Metterci quasi due mesi per affrontare le situazioni
non è da me, eppure questo è il tempo che ci ho impiegato per venire a scrivere
di te.

Essendo io una di quelle (brutte) persone che non
lascia trasparire nemmeno l’accenno di un’emozione, questo rifugio virtuale in
cui sputare il veleno che mi scorre nelle vene misto al sangue è un toccasana.

Qualche giorno prima che mi lasciassi ero tornata
qui sul blog per scrivere un post dedicato a te. È ancora salvato nelle bozze,
si intitola “conversazioni metà avvenute e metà sognate”. Racconta di quel
giorno in cui mi hai detto quelle parole che mi hanno fatto capire che la tua
voce l’avrei ascoltata ancora per poco. “non ricordarmi così”, ricordami
come il pazzo che ero un tempo, prima di tutto questo”.
“ricorderò ogni singolo momento, papà”, ho risposto.

Nella mia mente la conversazione è continuata con me
che ti dicevo che non era ancora ora di parlare di ricordi, che avremmo
ricordato insieme un giorno questi tristi due lunghi anni e ci avremmo
scherzato su correndo insieme come facevamo quando eravamo entrambi più
giovani.
Ma come dico sempre io il destino non è beffardo, è
proprio stronzo, e quindi è successo che una domenica alle 4 del mattino ti ho
accarezzato la mano e ti ho salutato.

Mi sono scoperta egoista, vorrei che fossi ancora qui anche se tu ormai non ci volevi stare. Vorrei essere ancora seduta sul letto di fianco a te che dormi a controllare se la pancia si alza a ogni tuo respiro, vorrei ancora abbracciarti e dirti che andrà tutto bene perchè tu sei più forte di tutto, anche di un qualcosa di schifoso e maledetto che ti mangia dentro e ti fa sperare di andartene in fretta.
Vorrei perdermi nelle librerie per comprarti il regalo di compleanno, vorrei che mi chiedessi come si chiama quel gruppo che hai sentito per radio, vorrei che mi accompagnassi alla stazione ogni volta che devo partire.
Vorrei non essere partita un anno fa e aver goduto della tua presenza per sei mesi in più, vorrei sentire la tua voce senza avere la paura di dimenticarmela, vorrei cucinarti la minestrina in bianco e sentirmi dire “che schifo denì, manco all’ospedale me davano sta sbobba”.

Un po’ ti odio, e non mi vergogno di ammetterlo. Ti odio perché penso che se
solo avessi lottato ancora un altro po’ avresti potuto vedermi laureata, avresti
potuto conoscere uno straccio di fidanzato, avresti potuto accarezzare la testa
di quelli che saranno i miei figli. Un po’ ti odio perché mi hai lasciata qui
da sola, senza pensare che io senza di te non sono niente.
Lo sai che da quando non ci sei dormo con la luce
accesa? Lo sai che per due settimane ogni mattina venivo su convinta di
trovarti sul letto? Lo sai che la tua voce la sento ancora rimbombare per casa?

Lo sai che anche se sembra il contrario passo ogni
singolo secondo delle mie giornate a pensare a te? Lo sai che se non mi avessi
cresciuta forte come una roccia come invece fortunatamente hai fatto a quest’ora
la nostra famiglia sarebbe a brandelli?
Lo sai che ho ricominciato subito a sorridere? Lo sai
che sono io che dico agli altri di andare avanti a testa alta?

Lo sai che la vita fa schifo, ma io guardo la nostra
ultima foto insieme e tutto sembra andare per il verso giusto?
Lo sai che all’ultima persona che mi ha detto che tu
sei ancora qui di fianco a me io ho risposto vaffanculo, e invece dopo due
minuti ho sentito la tua mano sul mio collo?

Lo sai che sto cercando di farmi crescere i capelli
e che sono di un rosso che ti piacerebbe tantissimo?
Lo sai che ho conosciuto quel Brandon Flowers per il
quale mi deridevi tanto?

Lo sai che ho un pezzo di metallo conficcato nel
setto nasale perché speravo che il dolore fisico alleviasse il dolore emotivo e
invece non mi ha fatto male per niente?

Lo sai che l’ultimo Batman ti sarebbe piaciuto tanto? Lo sai che i ragni non mi fanno quasi più paura?
Lo sai che le persone alla fine non sono così male come pensavo?
Lo sai che quando mi specchio vedo te riflesso e mi odio per essere così uguale a te? Lo sai che eravamo la coppia più bella del mondo? Lo sai che non credo in niente eppure credo che tu non sia andato del tutto via?
Lo sai che l’esatta metà del mio corpo è venuta via
con te?

Se fossi qui mi diresti che quando piango sono
brutta perché mi viene la faccia da rana, mi prenderesti in giro perché mi sono
innamorata di nuovo ma non glielo voglio dire, mi diresti che sono bella anche
con la pancia e che se nemmeno questo ragazzo vuole stare con me vuol dire che
è solo l’ennesimo cretino.
Eppure io sono sicura che se lo conoscessi ti
piacerebbe un sacco.

Ti ho amato più di chiunque altro e sarà così fino alla fine dei miei giorni.

mi sono spiato illudermi e fallire 
abortire i figli come i sogni 
mi sono guardato piangere in uno specchio di neve 
mi sono visto che ridevo 
mi sono visto di spalle che partivo .”




buon viaggio papà, sei sempre qui con me.